Supplementazione con zinco: un metodo per prevenire cali di cellule CD4?
(586 parole totali contate in questo testo) (4913 letture) 
Secondo uno studio americano pubblicato sul Clinical Infectious Diseases, la supplementazione di zinco, riduce significativamente il rischio del calo di cellule CD4 sotto la soglia critica delle 200 cellule/ml.
La supplementazione giornaliera di zinco ha anche ridotto i casi riportati di diarrea.
"La supplementazione di zinco per raggiungere livelli nutrizionali adeguati data a pazienti affetti dal virus dell'HIV, ha portato ad un decremento di quattro volte di fallimenti immunologici", secondo i ricercatori.
Livelli adeguati di zinco, sono essenziali per una buona funzione immunitaria. In ogni caso, i ricercatori hanno dimostrato che oltre il 50% delle persone sieropositive hanno livelli di zinco carenti, e questo è stato associato con una più rapida progressione dell'HIV ed un aumento del rischio di mortalità.
La supplementazione con zinco, ha dimostrato di poter ritardare la progressione dell'HIV.
Il rischio di infezioni opportunistiche potenzialmente fatali, è alto in quei pazienti sieropositivi la cui conta di cellule CD4 cala sotto la soglia delle 200 cellule/ml. Quando la conta di cellule CD4 in un paziente cade sotto tale soglia, questa condizione è definita come fallimento immunologico: in questi individui la conta di cellule CD4 non aumenta dopo l'aver iniziato una terapia antiretrovirale.
Ricercatori negli Stati Uniti, hanno provato ad osservare se la supplementazione giornaliera di zinco, potesse ridurre il rischio di fallimenti immunologici, malattie ed il rischio di mortalità, su una coorte di 231 pazienti sieropositivi.
Questi individui sono stati equamente randomizzati ad un dosaggio giornaliero di zinco (15 mg per gli uomini, 12 per le donne), oppure un placebo. Lo studio ha avuto una durata di 18 mesi, ed in pazienti sono stati monitorati ad intervalli regolari.
L'età media dei partecipanti allo studio era di 43 anni, il 77% di etnia caucasica, il 73% di sesso maschile.
Il 62% dei pazienti era sottoposto a terapia antiretrovirale, ma solamente il 29% di questi soggetti aveva una carica virale non rilevabile.
Alla fine dello studio, i pazienti che hanno ricevuto una supplementazione dietetica, avevano livelli significativamente più alti di zinco, rispetto a quelli randomizzati a ricevere un placebo.
La supplementazione di zinco si è dimostrata sicura, e non sono stati riportati seri effetti collaterali.
Non sono state riscontrate evidenze che la supplementazione di zinco abbia diminuito la carica virale. Un tasso simile di pazienti sottoposto a terapia antiretrovirale in entrambi i bracci dello studio avevano una carica virale rilevabile.
In ogni caso, i ricercatori hanno scoperto che la supplementazione con zinco ha ridotto il rischio di fallimento immunologico approssimativamente del 75% (rischio relativo = 0,24; intervallo di confidenza 95% 0,10-0,56, p = 0,002).
All'inizio dello studio, un terzo dei pazienti ha riportato problemi di diarrea negli ultimi dodici mesi, ed il 12% in maniera grave. La supplementazione con zinco ha ridotto il rischio di diarrea del 60%, e i ricercatori hanno trovato una correlazione significativa tra bassi livelli di zinco e casi di diarrea.
Un'analisi è stata condotta su un sottogruppo ristretto di pazienti sottoposti a terapia antiretrovirale con carica virale irrilevabile. In totale, quattro pazienti hanno sperimentato un fallimento immunologico, e tutti erano nel gruppo cui era somministrato placebo.
I ricercatori suggeriscono che la supplementazione con zinco, prevenga il fallimento immunologico, migliorando la funzione del timo.
Concludono "Questi riscontri, supportano la raccomandazione di una supplementazione con zinco, considerandola come sicura, semplice, e poco costosa, per migliorare la risposta immunitaria, e ridurre il tasso di morbosità, e dovrebbe essere considerata come una terapia aggiuntiva nell'infezione da HIV."
Tratto da Aidsmap
Baum MK et al. Randomized, controlled clinical trial of zinc supplementation to prevent immunological failure in HIV-infected adults. Clin Infect Dis 50: online edition, 2010.
Traduzione e adattamento a cura di Poloinformativohiv AIDS
|